Tetto ai prezzi del gas, fumata nera al vertice Ue

La due giorni di Bruxelles rimanda la discussione al meeting ordinario di ottobre

Bruxelles – Fumata nera per il tetto ai prezzi del gas. Al termine della due giorni di Bruxelles, il vertice Ue ha deciso di rimandare la discussione al meeting ordinario di ottobre.
Deluso Mario Draghi che sperava in un summit straordinario a luglio, per non arrivare impreparati all’inverno. Per questo ieri Palazzo Chigi aveva inviato una richiesta di convocazione formale a Bruxelles che però è rimasta lettera morta. E infatti a Draghi non è bastato portarsi dietro, insieme alla Grecia che ha appoggiato da subito la proposta italiana, anche Germania e Olanda, passata da “un’obiezione di principio a un’apertura”.
Resta la magra consolazione che “se la situazione si aggravasse ci sarà un consiglio prima”.
In ogni caso l’Italia si sta mettendo al riparo: “Le misure che stiamo pensando assicurano che non vi sia emergenza durante l’inverno. Tutte le previsioni e gli studi che ho visto finora danno un quadro che grazie proprio alla ricerca di altri fornitori, dal punto di vista di volumi, è buono”, ha spiegato l’ex presidente della Bce.
E poi sulla diversificazione dalle fonti russe ha aggiunto che “gli stoccaggi stanno andando molto bene e la nostra dipendenza dal gas russo è stata ridotta, dal 40% dell’anno scorso, al 25% attuale. Noi siamo stati molto rapidi, abbiamo assicurato una rete di fornitori all’Italia e siamo ottimisti che questo possa compensare il gas russo entro un anno, un anno e mezzo”.
Numeri confortanti secondo il Presidente del Consiglio che comunque non rinuncia alla sua battaglia sul “price cap”. “Sicuramente ne parleremo anche al G7” ha aggiunto sottolineando che “l’Europa ha un potere di mercato e lo deve esercitare ma non lo esercita perchè c’è paura da parte di alcuni che la Russia possa rispondere tagliando ancora di più le forniture”.
Un quadro che si è già verificato in Germania, ha concluso il premier mettendo l’accento sul fatto che “ormai siamo a una riduzione di circa il 50% di fornitura, nel caso della Germania, e il prezzo è aumentato in maniera tale che Putin incassa le stesse cifre e l’Europa ha difficoltà immense”. Per questo, ieri, il governo tedesco ha dato il via alla rimessa in funzione delle centrali a carbone.

Simona Tarzia da Bruxelles per il programma Erasmus+ organizzato dall’Ordine dei Giornalisti della Liguria

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Sono una giornalista con il pallino dell’ambiente e mi piace pensare che l’informazione onesta possa risvegliarci da questa anestesia collettiva che permette a mafiosi e faccendieri di arricchirsi sulle spalle del territorio e della salute dei cittadini.