Scattano i saldi: la prima regione è la Sicilia, dal 2 luglio tutte le altre 

Ma non tutti sono contenti. Francesca Recine, presidente Fismo: “Per le città turistiche come Genova i saldi sono un modello superato”

Scattano da domani in Sicilia i saldi estivi, mentre il 2 luglio prenderanno il via in tutte le altre Regioni, a eccezione della Provincia autonoma di Bolzano, dove si dovra’ attendere fino al 15 luglio.
Secondo le stime dell’Ufficio Studi di Confcommercio quest’anno per l’acquisto di capi scontati ogni famiglia spenderà in media 202 euro, pari a 88 euro pro capite, per un valore complessivo di 3,1 miliardi di euro. I saldi estivi 2022 saranno all’insegna dell’incertezza, e sugli acquisti degli italiani peseranno caro-bollette ed emergenza prezzi.  Le vendite durante il periodo di sconti rimarranno al di sotto dei valori pre-Covid, con una spesa media a famiglia che si attesterà, secondo Codacons, attorno ai 165 euro.

In Liguria iniziano sabato 2 luglio

Sabato 2 luglio, in Liguria  scattano i saldi estivi, la cui conclusione è prevista per il 16 agosto. Quello delle vendite ribassate è, da sempre, uno dei momenti chiave per molte tipologie commerciali, che quest’anno arriva in un momento di forte ripresa degli affari trascinati, a Genova, anche dal boom dei turisti. A far storcere il naso agli esercenti è, tuttavia, lo stesso, annoso problema: quello di un inizio troppo anticipato.

Francesca Recine, presidente Fismo: “Troppo presto”

«Se, come è giusto, il settore turistico alza i prezzi in alta stagione, quando maggiore è la richiesta di pernottamenti, perché quello della moda e dell’abbigliamento li deve addirittura abbassare? Anche quest’anno l’arrivo dei saldi coincide, di fatto, con quello delle vendite estive: un controsenso che denunciamo da tempo – lamenta Francesca Recine, presidente Fismo per la provincia di Genova e vicepresidente nazionale del sindacato che raccoglie i commercianti del settore moda aderenti a Confesercenti. – Veniamo da un paio di mesi, maggio e giugno, davvero positivi, che ci hanno permesso di ritornare alle vendite del 2019, ultimo anno prima della pandemia, ed è davvero incomprensibile come, per il legislatore, già all’inizio di luglio si possa parlare di saldi di fine stagione».
«Ciò che chiediamo – conclude Recine – è di poter lavorare sull’effettiva stagionalità. A maggior ragione in città a vocazione turistica, come la stessa Genova, i saldi rappresentano un modello superato, almeno per come sono strutturati oggi. Il governo, in accordo con le Regioni e le associazioni di categoria, deve provvedere ad una riforma di questo strumento nell’ottica di un legame virtuoso tra commercio e turismo, come già altre città e territori hanno saputo fare. Restituendo ai saldi il ruolo che avevano in origine: evadere le rimanenze di magazzino a fine stagione, prima del cambio di collezione, continuando ad essere, in questo modo, un’occasione importante per il cliente, ma senza diventare un fattore dirimente nel bilancio di un’azienda».

Federazione Moda Italia e Confcommercio ricordano alcuni principi di base per il corretto acquisto degli articoli in saldo.

Cambiare la merce acquistata in saldo

La possibilità di cambiare il capo eè generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme. In questo caso, spiega Confcommercio, scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto.

Prova dei capi

Non c’è obbligo. È rimesso alla discrezionalità del negoziante.

Pagamenti

Le carte di credito devono essere accettate dal negoziante.

Prodotti in vendita

I capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo.

Indicazione del prezzo

Il negoziante ha l’obbligo di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale.

Modifiche e/o adattamenti sartoriali

Questi sono a carico del cliente, salvo diversa pattuizione.

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