Ius Scholae, Monsignor Perego: “Basta ideologie, la politica deve fare un passo avanti”

Le dichiarazioni del Presidente della CEI

Roma –  Basta divisioni e ideologie. La politica deve rendersi conto che il nostro Paese sta cambiando e “la riforma dello Ius Scholae va incontro a questa realtà, con 5 milioni e mezzo di migranti”. Così Monsignor Gian Carlo Perego, presidente della Commissione episcopale per le migrazioni della Cei e presidente della Fondazione Migrantes. Per Perego la politica deve fare un passo in avanti oltre i “dibattiti ideologici per il bene non solo di chi aspetta questa legge ma anche della stessa Italia, uno dei Paesi piu’ vecchi.

“La cittadinanza e’ uno strumento di inclusione, integrazione, partecipazione attiva alla vita della città e di sicurezza sociale. Uno strumento che per ragioni etiche e di giustizia salvaguarda la dignità delle persone. E’ uno strumento democratico”.

Regalare la cittadinanza come vuole la sinistra (e la CEI)

Di parere opposto la senatrice della Lega Valeria Alessandrini, componente della commissione Cultura a Palazzo Madama: ” L’Italia è il Paese europeo che concede più cittadinanze, dimostrandosi, quindi, già esempio di accoglienza e democrazia. Il difficile momento attraversato dal nostro Paese, richiede interventi mirati sulle vere priorità degli italiani, quali l’abbassamento delle tasse, l’adeguamento degli stipendi, delle pensioni e il caro energia. Non si possono regalare cittadinanze senza controlli come vuole fare la sinistra. La Lega continuerà a lavorare e a battersi sui temi veramente importanti per i cittadini”.

Polverini in controtendenza

Nel merito del dibattito la deputata di Forza Italia Renata Polverini ha dicharato che voterà a favore perchè è una battaglia che “sento mia”. La deputata ha anche aggiunto:  “La società è cambiata, abbiamo tanti ragazzi di seconda generazione nati in Italia o che si sentono profondamente italiani. Che non conoscono neppure il Paese dei loro genitori. Dare loro la cittadinanza italiana dovrebbe essere scontato”. Secondo Polverini, se il centrosinistra accogliesse un emendamento per portare da 5 a 8 anni (dalla prima elementare alla terza media) il ciclo di istruzione da completare anche Forza Italia voterebbe la norma.

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