Giornalista palestinese uccisa a Jenin, secondo esperti USA le analisi sul proiettile “sono inconcludenti”

La reporter di Al Jazeera uccisa probabilmente dai soldati di Israele

Washington – A uccidere la giornalista di Al Jazeera, Shireen Abu Akleh, sono stati con ogni probabilità gli spari provenienti dalle postazioni israeliane. Questa la conclusione delle indagini condotte dai funzionari del Dipartimento di Stato Usa sulla morte della reporter palestinese, naturalizzata statunitense, freddata con un colpo mirato “al volto” nel campo profughi di Jenin, a maggio di quest’anno.
Per il Dipartimento di Stato Usa, però, “non c’è motivo di credere” che la sparatoria sia stata intenzionale.
La conclusione è stata resa nota in una dichiarazione del portavoce del Dipartimento di Stato, Ned Price, e arriva dopo che gli Stati Uniti hanno definito inconcludenti i test effettuati da esperti balistici indipendenti sul frammento di proiettile recuperato dal corpo di Abu Akleh, frammento che sarebbe stato “gravemente danneggiato” – dicono – e dunque praticamente inutile.

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