Cosa Nostra: eseguiti a Palermo 9 arresti per associazione mafiosa e intestazione fittizia

Operazione “Intero mandamento 2”: scarcerato nel 2020, il boss ha ripreso il comando della cosca Altarello

Palermo – La Polizia di Stato di Palermo, su delega della Direzione Distrettuale Antimafia della locale Procura della Repubblica, ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal G.I.P. del Capoluogo, nei confronti di 9 indagati (di cui 8 in carcere ed 1 agli arresti domiciliari) ritenuti, a vario titolo, gravemente indiziati di associazione di tipo mafioso, estorsione con l’aggravante del metodo mafioso ed intestazione fittizia di beni.

Il provvedimento restrittivo prende spunto da una complessa attività di indagine avviata dalla Squadra Mobile della Questura di Palermo e dal Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato, nel 2020, e coordinata dalla locale Procura della Repubblica – DDA – che ha consentito di ipotizzare, allo stato, l’organigramma delle famiglie mafiose del mandamento della Noce/Cruillas che comprende le famiglie mafiose della Noce, Cruillas/Malaspina ed Altarello.

L’indagine di oggi è la prosecuzione di quella che a maggio 2022 portò all’arresto di 9 persone, anche loro gravemente indiziati a vario titolo di associazione per delinquere di stampo mafioso ed estorsione aggravata dal metodo mafioso.

La personalità di spicco della famiglia mafiosa di Altarello è risultato Pietro Tumminia, detto “Pierone”, che dopo la sua scarcerazione nel 2020 avrebbe consolidato gli equilibri ed i ruoli all’interno della famiglia mafiosa di Altarello, anche in ragione della compattezza e della solidità del legame esistente tra Tumminia e gli altri sodali.

Oltre al suo carisma criminale le attuali acquisizioni investigative avrebbero suffragato un quadro indiziario in cui Tumminia avrebbe ostentato immediatamente il suo ruolo di capo della famiglia di Altarello, attraverso la gestione delle dinamiche criminali riguardanti il suo territorio, con particolare riferimento alla  riscossione del pizzo in danno di esercenti di attività commerciali, artigiani ed imprenditori di zona.

Tra gli indagati figura un insospettabile ed incensurato artigiano palermitano, rintracciato a Pantelleria, destinatario della misura degli arresti domiciliari, il quale, nonostante si occupasse della sua attività di falegname, di fatto sarebbe risultato un esattore del pizzo della famiglia mafiosa di Altarello.

Oltre ai provvedimenti cautelari personali, la Squadra Mobile è stata delegata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo ad eseguire il sequestro preventivo di un parcheggio a pagamento nel quartiere Noce, che secondo i gravi indizi acquisiti nelle indagini, risulterebbe riconducibile formalmente ad un prestanome ma di fatto nella disponibilità dello stesso Tumminia.

È obbligo rilevare che gli odierni indagati e destinatari della misura restrittiva, sono, allo stato, solamente indiziati di delitto, pur gravemente, e che la loro posizione sarà definitivamente vagliata giudizialmente solo dopo la emissione di una sentenza passata in giudicato in ossequio ai principi costituzionali di presunzione di innocenza.

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