Molto livore nel nulla

Marta Brusoni Assessore comunale

Dopo averla vista in campagna elettorale impegnata in comparsate con tanto di selfie in negozi di lingerie, couturier, qualche gioielleria, panettieri e panificatori nei panifici, né piu né meno del sindaco Marco Bucci e di molti altri colleghi aspiranti consiglieri comunali o assessori – perché poi, chi va al mulino si infarina – una volta eletta e con tanto di delega al personale si è data da fare per conoscere i suoi sottoposti – come è giusto che sia – naturalmente a portata di selfie e di post.

Così proprio il 20 luglio sul suo profilo istituzionale è comparso il post, con tanto di selfie di ordinanza, in compagnia degli addetti, o adepti, o presunti tali, dell’ufficio stampa del Comune di Genova. Addetti, adepti o presunti tali nella specifica occasione, passati involontariamente, ma magari anche no, dalla stampa alla propaganda, (vedere le espressioni della foto tutt’altro che entusiaste prima di giudicare, ma probabilmente obbietterà qualcuno, sarà stato soltanto a causa del caldo, già allora feroce). Foto con post, dicevo, corredato  con tanto di poche ma sentite parole: “Come Assessore la mia priorità è la tutela del personale di ogni dipartimento comunale”.

Dichiarazioni di intenti già in rotta di collisione con l’autorevolezza  autoritaria del suo sindaco di riferimento, tal Marco Bucci, reo confesso per il fatto di essere in possesso di un pessimo carattere. Carattere che, talvolta, lo porta a sbattere i pugni sul tavolo e, talaltra, a prendersela con i suoi dipendenti comunali. A suo avviso, poco dotati, non dico del sacro fuoco, ma addirittura di sufficiente dignità di casta, dal punto di vista dell’indomito impegno.

Poi il messaggio prosegue con la testimonianza diretta di chi, primus inter pares, ce l’ha fatta, venendo come loro dalla gavetta – insomma la politica è una cosa seria che passa attraverso l’impegno e la gavetta, dal basso verso l’alto – : “In quanto lavoratrice ho imparato come la qualità della vita dipenda in particolare dalle condizioni professionali. Siamo tutti parte fondamentale di un’organizzazione che procede solo grazie al nostro lavoro di squadra e si impegna per la città di Genova.

Oggi vi presento l’Ufficio Stampa del Comune di Genova. Un team solido e strutturato, voce di tutti noi e in costante ascolto.

E come loro anche io sono in ascolto costante, ma per tutti voi”.

Insomma, almeno ascoltando e leggendo le buone intenzioni dell’assessora al personale, mi sembra di poter dare per superate tutte le passate polemiche sulla doppia carica per il portavoce del sindaco come portavoce, appunto, e capo dell’ufficio stampa, almeno tenendo presente le parole della nuova assessora al personale che qualcuno già chiama SuperMarta. Ma forse no, quella di SuperMarta era un’altra roba anche se è finita come poi è finita. E probabilmente quell’espressione un po’ così – almeno un po’ corrucciata – dei nostri comunicatori a contorno della querula Brusoni, forse, avrebbe voluto dire altro. Questione di semplice e formale buona educazione. E comunque come dice lei: “E come loro anche io sono in ascolto costante, ma per tutti voi”.

Palazzo Tursi Albini Genova

Frasi, citazioni, aforismi motivazionali. Un concorso fra i dipendenti comunali

Insomma il post di circa venti giorni fa mi è sembrato proprio il giusto inizio per la proposta che ha fatto sobbalzare social e colleghi dei giornali della carta stampata, quella del concorso riservato ai dipendenti comunali perché producano frasi, citazioni, aforismi motivazionali. E non a caso essendo esclusivamente riservato proprio ai dipendenti comunali un chiaro invito ad automotivarsi. Come far capire loro in maniera abbastanza diplomatica, che occorre alzare il livello di produttività. Ecco che cosa dice il post  incriminato dell’assessore “in ascolto costante, ma per tutti voi”, che ha causato sorrisi e contestazioni:

“Cari colleghi, con il supporto dell’Ufficio Benessere Organizzativo, sono lieta di potervi coinvolgere nel rendere il nostro ambiente di lavoro ancora piu’ partecipato e positivo, un luogo dove sentirsi parte integrante e offrire il proprio contributo in maniera propositiva.

Da oggi siete tutti invitati a proporre frasi, citazioni o aforismi di autori famosi, a contenuto motivazionale, in grado di ispirare, stimolare e far riflettere sulla nostra vita lavorativa.

L’Ufficio Benessere Organizzativo e’ a disposizione per ricevere le vostre idee all’indirizzo benessereorganizzativo@comune.genova.it entro il 15 settembre 2022.

Gli 11 messaggi piu’ significativi saranno esposti ad ogni piano di Palazzo Tursi, compreso l’atrio.

Mi auguro che l’iniziativa incontri il vostro interesse e che rispondiate numerosi!

Un cordiale saluto

L’Assessore al Personale, Marta Brusoni”.

Epperò, si noti quella predisposizione alla compagnoneria, quel “cari colleghi” e non “cari sottoposti” che poi, magari ad una lettura disattenta, finisce tanto per fare primus inter pares e non superiore e sottoposti. E comunque frasi, citazioni e aforismi di autori famosi e di contenuto motivazionale. Va da se’ che il classico “lavorare stanca” non potrà mai far parte delle proposte.

Epperò, comunque ancora un consiglio: attenti alle topiche. Tipo la pluricitata “Non condivido la tua idea, ma darei la vita perché tu la possa esprimere”. Attribuita erroneamente a Voltaire che in realtà è stata scritta nel  1906 da Evelyn Beatrice Hall con lo pseudonimo, di S.G. Tallentyre in “The friends of Voltaire”.

A puro titolo partecipativo

E comunque anche io, ahimè, non ho potuto fare a meno dal lasciarmi a mia volta prendere e conquistare dal furore motivazionale dell’assessore in questione, e ho costruito un lungo post sul mio profilo. Post nel quale, dopo aver postato foto e parole di cui parlavo sopra, ho scritto: “Ha iniziato così il lungo, o breve, percorso di assessora al personale, motivando, motivando. E che cosa poteva esserci di meglio di una foto di gruppo,motivazionale, con i dipendenti comunali dell’ufficio stampa. Primus inter pares, ovviamente si fa per dire, perché primus non è mai pares. È primus, e basta. E comunque una foto di buon auspicio ad inizio di anno scolastico non si nega mai a nessuno. Poi, andando avanti, motivando-motivando, ha avuto la bella idea del concorso frasi, citazione aforismi motivazionali riservato ai dipendenti comunali tutti. Ovviamente ricchi premi e cotillon in perfetta linea con red carpet, girandoline, ombrellini, fiorellini, lucine e fuochi di artificio che contraddistingue questa GenovaMeravigliosa.

E, comunque fuori concorso, perché non sono un dipendente comunale avrei anche io una doppia proposta di frasi, motivazionali o meno, seminate nel profondo durante la mia carriera professionale.

Con un consiglio: “Non sparate sul pianista”. Perché come diceva il mio vecchio amico Fabio Morchio, socialista, ex vicesindaco e consigliere regionale… “ Sarebbe come picchiare un bambino che caga”. Oppure, meglio, quella del mio collega che definiva alcune persone imprudenti e poco avvedute: “ Le classiche calamite di beline”.

Perciò meglio non accanirsi, perché ormai mi sembra chiaro che in quest’epoca di autoperorazioni in cui lo sguardo massimo oltre l’orizzonte è il proprio ombelico, e ognuno dà, al massimo, quello che ha e per quello che è.

Un suggerimento però lo avrei anche io. Perché non rinnovare il concorso frasi, citazioni ed aforismi motivazionali ogni anno, legandolo alla data della festa nostrana della bandiera?

Mediti, Bucci, mediti, che un po’ di pubblicità nazionale in fondo male non fa. Tipo: ModelloGenovaMeravigliosa, i dipendenti comunali autodeterminano le loro frasi motivazionali. Quelle dei vincitori esposte per un anno intero ad ogni piano dell’edificio pubblico che che ospita i loro uffici.

Mi rimane comunque un dubbio: chi, saggio o non saggio, verrà chiamato a far parte della giuria?  Oppure sarà l’assessore Brusoni, primus inter pares, a decidere per tutti una volta per tutte?

P.S. Naturalmente sulle due citazioni c’è Il copyright, che, l’ultima volta, con Cal(the)end(a) non l’ho fatto e quello zuzzerellone di Toti se ne è appropriato per un suo post divisivo senza neppure ringraziare.

A riprova che, Brusoni o non Brusoni, non esistono più gli uffici stampa di una volta. Tutti influencer, con il c..o degli altri”.

Quel premio Gedi per sempre

Infine, commento dopo commento sono arrivato a proporre un altro consorso sullo stesso timbro ma naturalmente “contro”. Dicevo: “C’è l’ho, ce l’ho. Perché non istituire un concorso contro… tipo le più belle citazioni, aforismi, frasi rivolte ai dipendenti pubblici da cittadini e/o genovesi che ritengano di aver ricevuto ad uno sportello qualunque della pubblica amministrazione.

Le dieci più belle, vergate in vernice multicolore verranno esposte per sei mesi/un anno nelle dieci più belle piazze genovesi fino a consunzione del manifesto di protesta. “Il Secolo XIX” e/o “La Repubblica” potrebbero addirittura istituire un concorso fra i lettori per scegliere la frase, citazione o aforisma. Al fortunato vincitore della frase de “Il Secolo” o de “La Repubblica” verrebbe assegnato il favoloso premio “GEDI per sempre”.

E a questo punto, miei cari influencer con il c..o degli altri, è veramente tutto.

Paolo De Totero

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Quarantacinque anni di professione come praticante, giornalista, vicecapocronista, capocronista e caporedattore. Una vita professionale intensa passata tra L’Eco di Genova, Il Lavoro, Il Corriere Mercantile e La Gazzetta del Lunedì. Mattatore della trasmissione TV “Sgarbi per voi” con Vittorio Sgarbi e testimone del giornalismo che fu negli anni precedenti alla rivoluzione tecnologica, oggi Paolo De Totero è il direttore del nostro giornale digitale.