Basso profilo

Enrico Letta

La polemica sottotraccia

Per ora, anche perché  Il tempo per avviare la campagna elettorale, in vista del voto del 25 settembre, sfugge sempre più, la parola d’ordine parrebbe essere portiamo pazienza e andiamo avanti. De resto per tradizione l’ambiente in casi similari ed affini ha sempre dimostrato la coerenza di esibire un grande classico, che dice quanto sia sempre consigliabile che i panni sporchi si lavino in famiglia. Fra l’altro mai data fu più azzeccata. A cavallo fra Ferragosto e il 16 agosto quando per tradizione le edicole sono chiuse perché i giornali non escono. Visto che almeno per la carta stampata il Ferragosto è considerato imprescindibilmente un giorno di festa.

Epperò all’indomani della direzione nazionale che ha reso pubbliche le candidature, appunto nella notte fra il 15 e il 16 agosto, cioè fra la festa dell’Assunta e il giorno dedicato a San Rocco, si intuisce subito che qualche cosa nella transizione fra il livello locale e quello nazionale deve essere andato storto.

Letta e Basso

Il dovere di fare la nostra parte

Prendete ad esempio due post di altrettanti esponenti Pd, il redivivo Lorenzo Basso e il ripescato Alessandro Terrile e non si può fare a meno di intuire che in mezzo tra le due sponde, che offrono punti di vista e visioni differenti non può che scorrere il fiume del malcontento.

Già, Lorenzo Basso, quarantacinquenne ex deputato, visto che dopo i cinque anni della XVII legislatura, tra il 2013 e il 2018 – per carità, anni intensi, con la bellezza di ben tre governi tutti a trazione Pd, Letta poi quello di Renzi,con l’Enrico stai tranquillo, e infine quello di Paolo Gentiloni – non era stato rieletto. Titolare di un’azienda informatica e docente nella scuola politica voluta proprio dal neo segretario Letta di cui è grande amico.

Il post, dicevo comparso ieri, con tono fra lo stupito e l’incredulo, con l’ammonimento dello scomparso Piero Angela, utilizzato come profeta in patria, mai come adesso e dalla sinistra in vista dell’appuntamento elettorale.
Comunque scrive Lorenzo Basso: ”A
𝙗𝙗𝙞𝙖𝙢𝙤 𝙩𝙪𝙩𝙩𝙞 𝙞𝙡 𝙙𝙤𝙫𝙚𝙧𝙚 𝙙𝙞 𝙛𝙖𝙧𝙚 𝙡𝙖 𝙣𝙤𝙨𝙩𝙧𝙖 𝙥𝙖𝙧𝙩𝙚 𝙥𝙚𝙧 𝙦𝙪𝙚𝙨𝙩𝙤 𝙣𝙤𝙨𝙩𝙧𝙤 𝙙𝙞𝙛𝙛𝙞𝙘𝙞𝙡𝙚 𝙋𝙖𝙚𝙨𝙚”. Non ho mai abbandonato l’impegno politico, quello nei circoli, nelle associazioni, sui luoghi di lavoro… ma solo qualche settimana fa non avrei creduto di tornare nuovamente alla politica attiva nelle istituzioni. Credo però che quanto stia accadendo in questi mesi richieda che nessuno si tiri indietro. Penso che l’Italia sia a un bivio politico, economico e sociale e che, come ci ha raccomandato pochi giorni fa nel suo messaggio d’addio Piero Angela, abbiamo tutti il dovere di fare la nostra parte per questo nostro difficile Paese. Dobbiamo guardare al futuro con fiducia ma non possiamo nasconderci che sarà un autunno difficile.

Le conseguenze di una pandemia che non è ancora completamente alle spalle, l’aumento dei costi dell’energia e dei prezzi al consumo, le molte crisi industriali causate dalla guerra alle nostre porte, il timore per gli eventi calamitosi che questa torrida estate potrà portare nei territori sono soltanto alcuni dei problemi che colpiranno soprattutto i più fragili, coloro che hanno meno garanzie sul piano economico e sociale. Reputo profondamente sbagliata l’idea di una flat tax per ridurre le tasse solo ai più ricchi, che causerebbe un inevitabile taglio dei servizi essenziali, dalla sanità alla scuola. Reputo pericolosa l’idea di mettere in discussione i risultati raggiunti con l’Europa per i fondi del PNRR e rischiare di perdere risorse per il nostro Paese in nome di fantomatici principi sovranisti alla Orban. Reputo fuorviante parlare oggi di presidenzialismo mentre il Paese deve affrontare emergenze che richiedono unità di intenti e riforme immediate per affrontare problemi concreti: dalle infrastrutture alla scuola, dalla sanità agli stimoli per la crescita.

Consapevole dei miei limiti, profonderò il massimo impegno per portare le mie competenze sui temi della politica industriale (continuando il percorso intrapreso con Industria4.0), dell’innovazione tecnologica (grazie ad Anna Ascani per questi anni) e del lavoro (cercando di portare avanti quanto  fatto con Anna GiacobbeDavide Baruffi, Luisa Gnecchi).

Lo farò con il mio modo di essere, rispettoso delle opinioni di tutti ma diretto, determinato e concreto sui temi, partigiano sui valori democratici e progressisti, sempre con un occhio di riguardo a Genova e alla Liguria. E ovviamente riprenderò i temi sociali che mi sono cari come la lotta all’azzardo, la difesa dei consumatori e dei più fragili (spero di nuovo insieme a Stefano Quaranta Federico Fornaro)

Grazie quindi alla Federazione del PD Genovese che mi ha proposto e a tutta la comunità nazionale del PD che mi ha chiesto di rappresentarla. Buona strada a tutti noi che ci impegneremo per far conoscere idee, programmi, valori.

#valoriINmovimento#PD
PS: lo so, per il futuro post più brevi e foto più recenti ma a questa sono particolarmente affezionato”.

E si direbbe che autentico, o forse no, non se l’aspettasse nemmeno lui, quel posto di capolista per il senato. Specie dopo essere scomparso dalla scena locale, per cui un po’ di cortine fumogene: “Non ho mai abbandonato l’impegno politico, quello nei circoli, nelle associazioni, sui luoghi di lavoro… ma solo qualche settimana fa non avrei creduto di tornare nuovamente alla politica attiva nelle istituzioni.

Credo però che quanto stia accadendo in questi mesi richieda che nessuno si tiri indietro”. Con quell’ultima frase che la dice lunga su una eventuale abnegazione per la causa, con quel senso, abbastanza eroico di sacrificio che dovrebbe impedire a tutti di tirarsi indietro.

Alessandro Terrile

Il ferragosto del nostro scontento

In mezzo scorre il fiume, dicevo, del malcontento e dall’altra parte sull’opposta sponda c’è il post di Alessandro Terrile che nel giro di qualche mese rinnova la sua marcia indietro. Con un’attitudine al rinculamento che volenti o no,enti fa a pugni con l’attaccamento al senso eroico di non tirarsi indietro vestito da Basso.

Scrive Alessandro Terrile sul suo profilo: “Un piccolo gesto per un PD migliore

Ringrazio la Direzione Nazionale del PD che ha proposto la mia candidatura alla Camera dei Deputati nel collegio uninominale 2 (Genova Ponente).

È un collegio molto competitivo, che sono certo il 25 settembre potrà premiare il candidato o la candidata del centrosinistra.

Avendo ascoltato la lista dei candidati che ci è stata letta ieri notte in Direzione Nazionale, come molti in queste ore ritengo siano necessarie scelte ancora più innovative, che valorizzino più donne e più giovani di quanto sia stato proposto. Per questo, non mi candiderò al Parlamento, e auspico che quel collegio possa portare a Roma a rappresentare la nostra città una donna o un giovane democratico.

Ora avanti a testa bassa, come sempre. Il futuro del nostro Paese non è già scritto”.

Insomma tra il non tirarsi indietro ed il futuro del paese che non sarebbe ancora scritto ci stanno un’infinità di sfumature sul Ferragosto del nostro scontento.

Perché se poteva esistere qualche difficoltà interpretativa Franco Vazio, parlamentare uscente Pd savonese contribuisce a fare chiarezza. Ha dichiarato infatti nella mattinata di ieri che non sarà candidato, facendo trapelare qualche malumore: “Accanto al ministro Andrea Orlando e a Valentina Ghio è stato chiamato a sorpresa a rappresentare la Liguria Lorenzo Basso, genovese e già parlamentare negli anni 2013-2018. Pur ritenendo sbagliata questa scelta, perché lascerà il ponente della Liguria, da Varazze a Ventimiglia, senza alcun rappresentante in Parlamento del Pd, non è mia intenzione sollevare alcuna polemica ed accetto con assoluta serenità questa decisione”.

Una serenità che al contrario non serpeggia fra i rappresentanti e gli esponenti della base. Ed in effetti la rassicurazione di Basso “Non ho mai abbandonato l’impegno politico, quello nei circoli, nelle associazioni, sui luoghi di lavoro… “ sa tanto di excusatio non petita. Tanto che i primi a lamentarsi della scelta sono stati proprio i militanti di base che non vogliono cedere allo strapotere delle correnti. Di più, c’è addirittura chi vede nella candidatura in un collegio sicuro e comunque in posizione migliore di Cristina Lodi, la candidata che ha preso il maggior numero di voti nell’ultima tornata elettorale amministrativa per il Comune, una restituzione di un favore fatto a suo tempo a Marco Meloni, braccio destro di Enrico Letta e l’uomo che ha deciso i nomi delle liste del Pd. In quel caso proprio Basso aveva appoggiato la candidatura del sardo Meloni paracadutato in Liguria. Alle spalle della Lodi Gianfranco Furfaro, in rappresentanza di Articolo 1.

Andrea Orlando

L’Orlando timoroso

E poi c’è qualche tensione dovuta  alla candidatura del ministro uscente Andrea Orlando, spezzino, che torna in Liguria (cinque anni fa era stato eletto nel collegio di Parma), nonostante la segreteria avesse presentato un documento nel quale veniva richiesto che Orlando fosse destinato ad un collegio nazionale. Pero’ poi alle fine così non è stato. Il ministro ha preferito un posizionamento in seggio nel quale correre il minor numero di rischi possibili. Tanto che sia  Andrea Orlando, sia Lorenzo Basso sono dati, secondo il pronostico, come i futuri eletti. Cosa non altrettanto scontata per Alessandro Terrile, che obiettivamente sperava in un collegio migliore, se non addirittura di essere preferito a Lorenzo Basso, altro eletto sicuro, come giovane senatore. Quindi Andrea Orlando e Lorenzo Basso, con tanti saluti alle quote rosa, visto che l’unica che potrebbe avere buone probabilità di farcela alla Camera è il segretario regionale e sindaco di Sestri Levante Valentina Ghio.

Il che spiegherebbe quel finale un po’ da interpretare del post di Alessandro Terrile con quel riferimento esplicito ad una donna o aun giovane democratico che possano godere del suo sacrificio.

Insomma, votato al sacrificio Alessandro Terrile. Qualche mese fa, in occasione delle elezioni comunali pur essendo stato indicato come candidato si era dimesso per una questione di opportunità su una nomina nel consiglio di amministrazione di Ente Baccini. Allora a sostenere una presunta incompatibilità erano gli alleati Cinquestelle del Campo largo. Si vocifera fra l’altro che in vista delle elezioni politiche e di una eventuale candidatura pro rio Terrile avesse già pronta la lettera di dimissioni dal consiglio di amministrazione di Ente Bacini. E probabilmente si ritroverà a non ringraziare mai abbastanza la sera del di di festa in occasione della festa dell’Assunta che gli ha impedito di consegnarla.

E comunque un segnale inquietante per molti anziani militanti che il partito abbia perso quel connotato di conoscenza dei candidati nel territorio di appartenenza. Insomma il…. Basso profilo non è soltanto una battuta.

Paolo De Totero

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Quarantacinque anni di professione come praticante, giornalista, vicecapocronista, capocronista e caporedattore. Una vita professionale intensa passata tra L’Eco di Genova, Il Lavoro, Il Corriere Mercantile e La Gazzetta del Lunedì. Mattatore della trasmissione TV “Sgarbi per voi” con Vittorio Sgarbi e testimone del giornalismo che fu negli anni precedenti alla rivoluzione tecnologica, oggi Paolo De Totero è il direttore del nostro giornale digitale.