‘Ndrangheta a Cosenza, in manette esponenti del “clan degli italiani e dei rom”

Operazione congiunta di Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza

Cosenza – Nell’operazione interforze scattata stamattina gli investigatori si sono avvalsi di numerosi riscontri “sul campo”, intercettazioni e dichiarazioni di collaboratori di giustizia.

Le evidenze investigative hanno  evidenziato una rimodulazione  rimodulazione degli equilibri sul territorio, curata dai “nuovi” presunti capi e gregari, legati al “nucleo stabile” degli storici esponenti dei gruppi criminali.

Italiani e Rom

Si tratta in particolare di gravi elementi indiziari circa l’attuale assetto dell’organizzazione criminale di ‘ndrangheta di Cosenza e del suo hinterland, articolata in diversi gruppi confederati tra di loro, e tutti riconducibili ad una struttura al cui vertice ci sono il clan degli italiani, nelle sue varie componenti, e il clan degli zingari, anch’esso con varie articolazioni.

La gravità indiziaria acquisita a livello cautelare ha riguardato, altresì, la struttura e il modus operandi di una delle presunte articolazioni criminali dedite al traffico, e allo spaccio diffuso, di sostanze stupefacenti di vario genere, nel quadro di quello che viene ipotizzato come il cd. Sistema che governa tutti i rapporti tra i vari sottogruppi criminali della città di Cosenza e del suo hinterland.

La lista dei reati

Gli arrestati sono accusati a vario titolo per i reati di concorso esterno in associazione mafiosa, estorsione, concorrenza illecita, rapina, tentato omicidio, lesioni aggravate, reati in materia di armi, usura, esercizio abusivo di attività finanziaria, utilizzo da parte di detenuti di dispositivi cellulari all’interno di Casa Circondariale, scambio elettorale politico-mafioso ipotizzato con riguardo ad una competizione elettorale amministrativa, truffe aggravate per il conseguimento di erogazioni pubbliche con riguardo a iniziative imprenditoriali, reati contro la pubblica amministrazione, turbativa d’asta, corruzione, violenza o minaccia a pubblico ufficiale, violenza o minaccia per costringere alla commissione del reato di falsa testimonianza, intestazione fittizia di beni, riciclaggio, autoriciclaggio, reimpiego di proventi illeciti, ricettazione, detenzione e cessione di sostanza stupefacente del tipo marijuana, hashish, eroina e cocaina, scommesse clandestine e gioco d’azzardo.

Dei 202 indagati, 139 sono stati destinatari di custodia cautelare in carcere, 50 di arresti domiciliari, 12 di obbligo di dimora e 1 la misura interdittiva dello svolgimento di attività professionale.

Sequestro da 72 milioni di euro

Contestualmente è stato eseguito, a cura dei Finanzieri GICO del Comando Provinciale di Catanzaro e lo SCICO di Roma,  il sequestro preventivo d’urgenza per un valore stimato in oltre 72 milioni di euro, e consistenti, tra l’altro, in 78 fabbricati, tra i quali 5 ville, 44 terreni, per un’estensione complessiva di 26 ettari, in vari comuni della provincia di Cosenza, 57 quote di partecipazioni in attività produttive e  commerciali al dettaglio e all’ingrosso in diversi settori (ristorazione con somministrazione, bar, abbigliamento produzione energia elettrica, agricoltura, lavanderie e lavanderie industriali, servizi nel settore dello spettacolo, noleggio attrezzature per spettacoli ed eventi, formazione culturale, edile), 39 complessi aziendali, anche di imprese del settore del c.d. “gaming” (scommesse on-line e sale giochi e biliardo), 20 ditte individuali attive nei vari settori delle attività produttive e  commerciali (ristorazione, strutture turistiche e ricettive, agricoltura, bar, supporto rappresentazioni artistiche, intermediazione finanziaria), 7 associazioni non riconosciute, impegnate prevalentemente in ambito sportivo/ricreativo, uno Yacht, un aeromobile ultraleggero, un natante, 70 autovetture, 7 motoveicoli.

 

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