InJEANStibile, ovvero peso el tacón del buso

Quel rattoppo non riuscito

La notizia non è ancora ufficiale, anche se tra sussurri e grida si evince che la manifestazione/evento giunta alla sua seconda edizione, o solamente alla prima – visto che il sindaco Marco Bucci aveva ufficialmente parlato della precedente, quella del 2021, come della numero zero, giocando un po’ come del resto avevano fatto per i mandati  Cinquestelle – verrà rinviata di un anno, o addirittura cancellata del tutto.

A fornire qualche labile e residua speranza è, al momento, la permanenza sulla smart del Comune di Genova “smart.comune genova.it” del progetto ricerca sponsor Genova Jeans 2022, con date fissate per il 14/15/16 ottobre di quest’anno.

In cui si spiega fra l’altro: “Anche quest’anno ritorna a Genova l’evento dedicato alla cultura e al lifestyle del Jeans, che parla  di bellezza, innovazione, rispetto delle persone e dell’ambiente.

Con Genova Jeans 2022 si celebra il tessuto culturale da cui il Jeans ha tratto la sua ispirazione più intima e vera. Il “luogo del jeans“ che parte dalle radici  culturali di Genova, ma che rilancia verso  valori smart quali design, creatività, tecnologia e produzione responsabile. Un networking space di nuova generazione che racchiude tutta la community del jeans, per un vero approccio circolare, dalla catena di fornitura per arrivare ai suoi utilizzatori. GenovaJeans 2022 coinvolgerà anche due grandi “player” del settore come Diesel e Candiani, e una grande azienda del territorio leader nel settore della comunicazione digitale: ETT.

Queste aziende hanno deciso di sostenere la città di Genova contribuendo con il loro lavoro e la loro creatività alla valorizzazione delle origini e della storia del blue jeans per come lo conosciamo oggi.

Per dare ampio risalto a GenovaJeans sarà attivato un team di comunicazione integrata che comprende il servizio di ufficio stampa a livello locale, nazionale e internazionale e il servizio di social media management”.

Alberto Candiani e Andrea Rosso

Tutto come l’anno scorso…o no?

Con tanto di post di Candiani, il maggiore sponsor della scorsa edizione, comparso su Instagram qualche giorno dopo ferragosto che, rigorosamente in inglese spiegava: “Pronti per GenovaJeans 2022?⁠ Noi lo siamo! E in attesa della seconda edizione della manifestazione incentrata sul futuro sostenibile del jeans, che si terrà dal 14 al 16 ottobre, vogliamo rivivere quanto accaduto l’anno scorso”.

Il tutto, comunque fra sussurri e grida, in palese contraddizione visto che a poco più di un mese dal giorno fissato per l’inizio della manifestazione vi sarebbe quasi nulla di pronto. A creare qualche imbarazzo, per esempio, la completa sovrapposizione delle date con l’evento dei Rolli, che inevitabilmente aveva fatto fiorire le polemiche sui numeri “taroccati” dei visitatori. Oltre, naturalmente, al post di Candiani, mattatore dell’edizione 2021 pubblicizzando la produzione sostenibile definita la grande rivoluzione verde del mondo blu. E spiegava proprio Alberto Candiani: “In un mondo in cui le risorse diminuiscono e le discariche traboccano di indumenti scartati, dobbiamo cercare risorse rinnovabili, oltre ai materiali biodegradabili e compatibili”. Insomma la sostenibile leggerezza del jeans. Un post che dava per scontato il successo, o l’insuccesso, dello scorso anno che non a caso terminava con una dichiarazione dalla doppia lettura, purtroppo, “vogliamo rivivere quanto accaduto l’anno scorso”.

Come se allo sponsor principale non fosse affatto giunto l’eco delle polemiche che si sono susseguite in consiglio comunale fino alla fine del mandato amministrativo. Con tanto di dispute sui costi esorbitanti finanziati dalle casse comunali con un impegno di spesa che via via si è gonfiato sino a risultare cinque volte superiore alla cifra iniziale. Con interpretazioni sui numeri dei biglietti venduti, che comunque hanno portato nelle casse comunali una cifra esigua. Con interrogazioni, articoli 54, interpellanze in sala rossa dell’opposizione. Perfino con intervento degli uomini della guardia di finanza per sequestrare la documentazione dei biglietti venduti. E, tanto per non farsi mancare nulla, con qualche emblematico ritardo proprio della conferenza stampa in cui dovevano essere forniti tutti i numeri. Avrebbe dovuto svolgersi, almeno secondo il programma, nel pomeriggio dell’ultimo giorno della manifestazione. Ma, con l’infuriare delle polemiche fu addirittura cancellata.

Con il sindaco Marco Bucci che messo alle strette successivamente durante una seduta del consiglio comunale si era ritrovato a dover ammettere che non tutto era andato come ci si era prefissi, tanto che quella sarebbe stata da considerarsi l’edizione “zero” in preparazione dei successi di quella del 2022.

E, probabilmente di fronte a tanto ottimismo del primo cittadino evidentemente Alberto Candiani deve aver pensato, almeno fino a dopo Ferragosto, che tutto sarebbe andato per il meglio.

E Manuela Arata preferisce il Festival della Scienza

A creare invece qualche perplessità è il termine pubblicato nel sito del progetto di ricerca sponsor Genova Jeans 2022 indicato per il 17 ottobre 2022, prova evidente che probabilmente non sono stati raggiunti rapidamente gli standard proposti. Anche perché la precedente ideatrice della rassegna, Manuela Arata, super saggia di Bucci, che aveva voluto registrare a suo nome il copyright della manifestazione, impegnata nella campagna elettorale fra le fila di Azione, il gruppo di Carlo Calenda e Matteo Renzi, tornata alle convinzioni originarie, sembrerebbe essere uscita definitivamente di scena.

Non solo, ma in un recente messaggio elettorale la stessa Arata, per presentarsi ai suoi futuri potenziali elettori, si qualifica come l’artefice del festival della scienza, ma non menziona Genova Jeans. Anche se quest’ultima visto il copyright, avrebbe avuto maggior ragione di essere menzionata. Ma evidentemente i risultati contrastanti e le polemiche mai sopite le hanno consigliato di mantenere un basso profilo.

E comunque la rassegna successiva era stata affidata all’organizzazione della Porto Antico Spa, dove, secondo i rumors, pare abbia ricevuto il colpo finale. Probabilmente in attesa che si concludano le indagini della Guardia di Finanza intervenuta su input della Corte dei Conti.
Intanto Gianni Crivello ex capo dell’opposizione a palazzo Tursi nel passato ciclo amministrativo attende ancora chiarimenti sulla spesa complessiva e sulla ripartizione di 120 mila euro spesi dal Comune per la comunicazione in ambito della edizione del 2021 della rassegna. Con tanto di richiesta al Prefetto per riuscire ad ottenere i chiarimenti  necessari sulle spese.

Insomma, in piena campagna elettorale si attende soltanto la comunicazione ufficiale del congelamento con nuova data per il prossimo anno, o addirittura della cancellazione dell’evento. Comunicazione che c’è da giurarlo arriverà appena dopo il 25 settembre. Con buona pace di Manuela Arata, a cui una pubblicità negativa non avrebbe sicuramente giovato.

Paolo De Totero

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Quarantacinque anni di professione come praticante, giornalista, vicecapocronista, capocronista e caporedattore. Una vita professionale intensa passata tra L’Eco di Genova, Il Lavoro, Il Corriere Mercantile e La Gazzetta del Lunedì. Mattatore della trasmissione TV “Sgarbi per voi” con Vittorio Sgarbi e testimone del giornalismo che fu negli anni precedenti alla rivoluzione tecnologica, oggi Paolo De Totero è il direttore del nostro giornale digitale.