Politiche 2022: papà di un bimbo disabile interrompe il comizio della Meloni. Lei: “Non ti arrabbiare, siamo amici”

Dopo Giuseppe Conte e Enrico Letta è toccato a Giorgia Meloni ascoltare Marco Macrì e i problemi delle famiglie con figli disabili

Genova– Tra la folla c’era anche “il cacciatore di politici”, quel pompiere di nome Marco Macrì, coordinatore delle famiglie genovesi con bambini disabili, che ha tenuto ben alto, per tutta la durata del comizio di Fratelli d’Italia,  un cartello con su scritte tutte le criticità che una famiglia come la sua deve affrontare ogni giorno. E Giorgia Meloni non si è fatta pregare, e a fine del suo monologo è scesa dal palco della piazza delle feste per parlare con lui.

“Non ti arrabbiare – ha risposto la leader di FdI- siamo amici e sulla stessa lunghezza d’onda. A livello nazionale, quel poco che è stato fatto, lo ha fatto Fratelli d’Italia. Nella legge di bilancio una cosa potevamo fare e abbiamo messo dei soldi sui diritti dei disabili. La politica deve dare risposte su questi temi, è giusto, e se non hai fatto abbastanza qualcuno ti insegnerà che puoi fare di più”

E la questione ha suscitato tanta attenzione da scomodare a tarda serata Regione Liguria che ha tempestivamente inviato una nota per specificare che: “In merito a quanto accaduto oggi durante un comizio politico a Genova, Regione Liguria chiarisce di aver già stanziato 3,7 milioni di euro di risorse extra budget per potenziare i servizi di neuroriabilitazione dei minori con disabilità e di essere pronta a stanziare ulterriori fondi nel corso di quest’anno per questo tipo di prestazioni. Quest’anno è nato anche l’Osservatorio sulla disabilità che ha l’obiettivo di mettere insieme tutte le competenze, costruendo un metodo di lavoro per far fronte ad ogni tipo di problematica. Le risorse investite e quelle che si aggiungeranno entro la fine dell’anno sono finalizzate a ridurre sensibilmente le liste di attesa che due anni di pandemia hanno inevitabilmente generato, sapendo che non è un problema di risorse economiche, bensì di capacità del sistema di erogazione delle prestazioni anche in relazione alla carenza di specifiche professionalità, non solo in Liguria ma in tutta Italia”.

Davanti ai microfoni di decine di giornalisti, anche stranieri, Macrì ha probabilmente toccato un nervo scoperto della sanità ligure, e forse sarebbe il caso che il prossimo politico ad ascoltare questo genitore battagliero fosse proprio Giovanni Toti.

 

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