La Lega ostenta sicurezza, ma non c’è solo la corrente di Bossi all’interno del “Carroccio”

Se il PD cerca una strada per recuperare terreno, la Lega deve fare i conti con i malumori dopo l’arretramento alle politiche del 25 settembre

Giorgia Meloni cerca una quadra di Governo per far fronte agli inevitabili problemi interni dovuti alla speculazione energetica che ha alzato l’importo delle bollette, e al tempo stesso prende posizioni rassicuranti in Europa, soprattutto nei confronti di Putin.

Il PD andrà a congresso e con molta probabilità alle primarie, spaccato in correnti che cercheranno di piazzare i propri nomi nella lista dei prossimi dirigenti.

La Lega, che ostenta sicurezza, con dichiarazioni rassicuranti dichiarando che “Matteo Salvini è impegnato affinché la Lega dia all’Italia la squadra di governo migliore possibile: martedì è in agenda un altro Consiglio Federale per condividere e poi scegliere i nomi più adatti. C’è grande ottimismo e la Lega non vede l’ora che questo governo cominci a lavorare”.

“Salvini fa il segretario del suo partito personale”

Un po’ di maretta in effetti c’è nella sede di via Bellerio, e la conferma arriva anche dalle dichiarazioni di Gianni Fava, ex parlamentare del Carroccio, che ha dichiarato: “Il prossimo 20 ottobre è convocato il consiglio federale della Lega nord che dovrà fissare la data del prossimo congresso. Salvini stavolta non potrà correre perché fa il segretario del suo partito personale. Ovviamente potrà valutare di schierare chi crede di quelli vicini a lui ma di certo si riapre la partita per rilanciare la Lega Nord che è cosa diversa dalla Lega Salvini premier. In quella circostanza io sono pronto a rimettermi in gioco come ho fatto 5 anni fa con la consapevolezza che il mondo è cambiato e che stavolta la partita sarà aperta”.

Roberto Castelli e “Autonomia e libertà”

Anche Roberto Castelli, ex ministro e storico dirigente della Lega, ha commentato la decisione di Umberto Bossi di fondare una corrente all’interno della Lega sia la posizione della sua associazione, “Autonomia e libertà” che sabato prossimo manderà una sua rappresentanza all’appuntamento che si svolgerà a Biassono (Monza e Brianza) per l’incontro ‘Per il Nord! Riparte la battaglia.”

“Quella di Bossi mi pare sia  un’iniziativa interna alla Lega per Salvini Premier, tanti anni di politica mi hanno insegnato che siamo tutti dentro la caverna di Platone e vediamo solo le ombre. Chi passa dietro le ombre, lo scopriremo. Ho imparato che in ogni iniziativa politica bisogna chiedersi cui prodest?. Perchè le letture possono essere tante. Ma – aggiunge Castelli – se il Comitato del Nord parte da una precisa esigenza di portare alla ribalta il dibattito sulla questione settentrionale, assolutamente ben venga. Ma vediamo come si svilupperà e vedremo la vera essenza di questa iniziativa”.

Il Veneto

“Stanno nascendo altri gruppi, come quello di Umberto Bossi, ed uno e’ quello di Roberto Castelli ed altri, tutti in Lombardia ed è dovuto ad un malessere diffuso anche in Veneto a seguito della caduta di attenzione sul nord che ha fatto crescere il romancentrico Fratelli d’Italia”.

A dirlo è l’assessore leghista veneto allo Sviluppo Roberto Marcato nel commentare la proposta di Umberto Bossi di un “Comitato per il nord” interno al partito. Sulla proposta di Bossi “bisogna capire di cosa si tratta, il fatto è che comunque stanno nascendo altri movimenti all’interno della Lega e che hanno un’unica spinta: riportare al centro la questione settentrionale”.

“Il voto a Giorgia Meloni ha portato il peso di FdI al nord e, sapendo che non è certo un partito attento alla questione settentrionale, si teme che questa scompaia dall’agenda politica”. Autonomia, federalismo, lavoro e territorio non sembrano più essere lo scopo della Lega e così c’è chi si smarca”.

Passata l’euforia, possiamo dire che se Atene piange, Sparta non ride.

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