Torre piloti processo bis, l’esperto: “L’unica manovra ritenuta pericolosa è quella che ha portato al crollo dopo l’urto della Jolly Nero”

Prossima udienza il 18 novembre 2022

Genova –  Il Processo di secondo grado relativo alla collocazione della torre ha visto la deposizione dell’esperto Massimiliano Nannini, nominato dai giudici della Corte d’appello di Genova che ha dichiarato che “l’unica manovra ritenuta pericolosa è quella che ha portato” al crollo dopo l’urto della Jolly Nero.

L’analisi dei dati Ais

I giudici avevano chiesto al perito di analizzare i dati Ais (automatic identification system) relativi a tutte le manovre compiute tra il 2010 e il 7 maggio 2013 dalla Jolly Nero della compagnia Messina e dalla sua gemella, la Jolly Arancione nell’area del porto e “dallo studio dei dati messi a disposizione – scrive Nannini – non sono emerse manovre che abbiano previsto l’avvicinamento di una delle due unità, Jolly Nero e Jolly Arancione, a meno di 50 metri dalla Torre Piloti. Le manovre sembrano essere state condotte con riduzione della velocità e rotazione della nave nel bacino di evoluzione a distanza relativa dalla Torre piloti idonea per la tipologia di Unità mercantile”.

Le condanne in primo grado

In primo grado era stato condannato a tre anni l’ammiraglio Felicio Angrisano, ex comandante della Capitaneria di Porto di Genova, e altre sei persone tra ex progettisti, datori di lavoro e dirigenti che approvarono il progetto.
ll Procuratore generale  Enrico Zucca, nella sua requisitoria in appello aveva chiesto un’assoluzione e alcune riduzioni di condanne, legate alla prescrizione degli omicidi colposi non aggravati dal rapporto di lavoro. Il processo sulla costruzione era nato grazie alla tenacia da Adele Chiello Tusa, mamma di Giuseppe Tusa una delle vittime del crollo.

Il filone principale sul crollo era arrivato già alla sentenza definitiva, dove era stato assolto il pilota del porto Antonio Anfossi (in primo grado era stato condannato a quattro anni) ed erano state confermate le assoluzioni per Giampaolo Olmetti, comandante d’armamento, e per il terzo ufficiale Cristina Vaccaro. I giudici avevano però ordinato la riduzione delle pene per il comandante della Jolly Nero Roberto Paoloni, per il primo ufficiale della nave Lorenzo Repetto e per il direttore di macchina Franco Giammoro

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