Meloni, discorso alla Camera: esultano i Pro Vita mentre il mondo Lgbt “inizia la resistenza”

Da una parte gli applausi, dall’altra i timori. Si divide così il popolo dei diritti dopo aver ascoltato il discorso sulla fiducia della neo premier

Pro Vita, Family day, Famiglia e Forum famiglie esultano, Famiglie arcobaleno e mondo Lgbt invece si dicono preoccupati e annunciano la ‘resistenza’.
“È un bel segnale che un Presidente del Consiglio nel suo primo discorso prenda impegni così precisi e chiari su natalità e politiche familiari – commenta Gigi De Palo, Presidente della Fondazione per la Natalità e Presidente Nazionale del Forum Famiglie -. Dall’attuazione del quoziente familiare, proposta che portiamo avanti da anni ma caduta sempre nel dimenticatoio, alla volontà di ritoccare l’assegno unico, rendendolo magari finalmente universale senza il parametro dell’Isee, ci sembra ci siano le premesse per far ripartire il Paese dalla sua risorsa più importante: la famiglia”.
Sulla stessa linea Pro Vita e Famiglia con il presidente Jacopo Coghe che va oltre: “Va ricordato che la principale delle libertà oggi sotto più pesante ed esplicito attacco è quella educativa delle famiglie italiane, costrette ogni giorno a difendere i loro figli dalla ‘colonizzazione ideologica’ del gender nelle scuole”. Elogia Meloni il leader del Family Day Massimo Gandolfini: “Un discorso da donna e da mamma”.

Ma il mondo Lgbt è in allarme: “Perché solo in Italia la destra deve fare rima con omofobia, perché deve essere oltranzista sui diritti civili? Quanto dobbiamo aspettare per avere dei diritti? Nel frattempo i nostri figli screscono ed esistono. I figli noi li facciamo, alcune famiglie arcobaleno ne hanno anche quattro – spiega Alessia Crocini, presidente delle Famiglie Arcobaleno -. Ho notato che la presidente ha nominato le donne che hanno fatto la storia in Italia chiamandole solo per nome. È grave, le ha infantilizzate. Se avesse parlato di uomini avrebbe pronunciato anche il cognome. Queste donne non sono nostre amiche, è questa la visione patriarcale e maschilista della Meloni che solo per sé stessa ha rotto il soffitto di cristallo. L’associazione Famiglie Arcobaleno esiste da 18 anni e i bambini con due mamme e due papà già c’erano: in Italia però non esiste una legge che riconosca una genitorialità doppia. Ma noi siamo italiani. In questa nuova idea di Italia c’è spazio per noi? Anche le minoranze vanno rispettate. Siamo preoccupati e chiediamo un incontro al più presto con la neo premier”.
Di diverso avviso e propositiva la coordinatrice nazionale di Gaylib, Silvia Sofia Siliprandi: “Sui diritti civili delle persone gay, lesbiche, biaffettive e trans accettiamo la sfida lanciata, ci è parso in positivo, dalla premier Giorgia Meloni. Saremo pronti, a prendere parte da protagonisti a un tavolo di confronto istituzionale da convocare quanto prima per iniziare a valutare davvero, alla prova dei fatti, se potrà avvenire quella necessaria inversione di tendenza rispetto a dichiarazioni non amichevoli verso la nostra comunità giunte negli anni da parte di molti membri del suo governo, tra i quali la ministra per la Famiglia, Natalità e Pari Opportunità, Eugenia Roccella, che siamo comunque disponibili ad incontrare quanto prima”.
Per nulla concorde Fabrizio Marrazzo, portavoce del Partito Gay Lgbtq+: “La neo Premier Giorgia Meloni, nel suo discorso di insediamento non ha citato nulla sui diritti Lgbt. Oggi inizia la nostra resistenza, non ci fermeremo sino a quando non avremo segnali di concreti cambi di direzione”.

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