Madrid, manifestazione davanti all’ambasciata iraniana al grido di “Mujer, Vida, Libertad”

“Vogliamo dimostrare il nostro rifiuto al fatto che indossare il velo sia considerata una questione culturale perché non lo è e non lo sarà finché non indossarlo non avrà conseguenze di nessun tipo”

Madrid – Sono passati 3 mesi e un giorno da quando a Teheran la 22enne Masha Amini, di origine curda, ha perso la vita a causa delle percosse dopo essere stata messa in custodia dalla cosiddetta “polizia morale” perché non indossava il velo in modo corretto. Da quel giorno a Teheran e in tutto l’Iran sono iniziate manifestazioni di protesta e scioperi contro il regime teocratico che affligge il Paese e stanno continuando coinvolgendo oramai ampie fette della popolazione a prescindere dall’età, dal genere, dall’appartenenza politica e sociale nonostante la sanguinosa repressione da parte delle autorità iraniane. Secondo Human RightsActivists News Agency, organizzazione che promuove la difesa dei diritti umani in Iran, finora sarebbero 488 i morti fra i manifestanti – di cui 68 bambini – mentre più di 18mila sarebbero stati arrestati.

E  risale a pochi giorni fa l’impiccagione di Mohsen Shekari e Majidreza Rahnavard, due ragazzi ventenni a seguito di una condanna a morte per “moharebeh” (inimicizia contro Dio). Hanno subito processi sommari, a porte chiuse, le loro confessioni sarebbero state estorte dopo essere stati torturati e molto probabilmente queste due impiccagioni saranno le prime di una lunga serie perché i tribunali che agiscono sotto l’influenza diretta delle forze di sicurezza e del leader supremo Khamenei  hanno comunicato di aver emesso sentenze di morte per altre 11 persone.

Il dissenso oramai è internazionale, in molte città del mondo si stanno svolgendo manifestazioni e presidi contro la barbara repressione da parte del regime iraniano nei confronti di cittadini inermi, soprattutto donne. Al grido di “Mujer, Vida, Libertad” ieri mattina a Madrid un centinaio di cittadini iraniani e spagnoli hanno manifestato di fronte all’ambasciata iraniana. “Vogliamo dimostrare il nostro rifiuto al fatto che indossare il velo sia considerata una questione culturale perché non lo è e non lo sarà finché non indossarlo non avrà conseguenze di nessun tipo” così ha detto una delle manifestanti.

Lo scorso 28 settembre, il ministro degli Esteri del governo spagnolo, Josè Manuel Albares, aveva convocato l’ambasciatore iraniano a Madrid, Hassan Ghashghavi,   per esprimere netto dissenso per la feroce repressione messa in atto dal governo iraniano e per esigere dalle stesse autorità il rispetto dei diritti umani degli iraniani. Albares aveva chiesto anche che si facesse chiarezza sulla morte di Amini invocando una inchiesta trasparente e imparziale affinché i responsabili fossero consegnati alla giustizia.

Giulia Danieli

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Giulia Danieli

Svolgo attività di collaborazione giornalistica per RSI, la Radiotelevisione Svizzera Italiana, e ho partecipato alla redazione e alla produzione dei servizi documentaristici sul crollo del ponte Morandi (“43-Il ponte spezzato”) e sulla truffa dei falsi Modigliani (“Il giallo Modigliani”), entrambi andati in onda su Falò, magazine settimanale di informazione e approfondimento di RSI. Collaboro con vari quotidiani digitali sui temi sanità, salute, ambiente e diritti civili. Ho collaborato per il quotidiano Il Secolo XIX.