Reddito di cittadinanza, cassa integrazione e lavoro “agile”, ecco cosa cambia nel 2023

Taglio del cuneo fiscale, esonero contributivo e lavoratori stranieri

Una serie di norme che riguardano il lavoro verranno inserite nel nuovo anno, alcune sono già  state adottate sul finire del 2022. Vediamo nel dettaglio cosa cambierà  per il reddito di cittadinanza, che rappresenta uno dei nodi più discussi del Governo Meloni.

Per gli occupabili il reddito di cittadinanza nel 2023 sarà  solo per 7 mensilità  con decadenza dopo il primo rifiuto di un’offerta anche non congrua. Per chi è in fascia anagrafica tra i 18 e i 29 anni e non ha terminato la scuola dell’obbligo il Reddito di cittadinanza è subordinato  alla frequenza di corsi formativi. Chi è in affitto non dovrà  più occuparsi in prima persona della mensilità  perchè la quota dell’assegno per casa saà  pagata direttamente ai proprietari.

Per agevolare gli imprenditori che abbiamo necessità  di assumere stabilmente, è previsto l’esonero contributivo totale fino a 8 mila euro. Questa opzione è valida per chi assume donne svantaggiate sotto i 36 anni e percettori del reddito di cittadinanza. È confermato per i redditi fino a 35mila euro il taglio del cuneo fiscale di due punti percentuali, che sale a 3 per redditi fino a 25mila euro.

Smart working

Si torna alle regole pre covid, sia nel pubblico che nel privato, tranne che per i lavoratori fragili dove è prevista una proroga fino al 31 marzo. Questa tutela viene meno per i lavoratori con figli under 14, per cui valgono ora solo gli eventuali accordi sindacali sottoscritti.

Cassa integrazione e indennità

La manovra di Governo ha stanziato 250 milioni di cui ben 179 per gli ammortizzatori sociali. Gli interventi previsti sono di 70 milioni di euro a beneficio delle imprese in un’area di crisi industriale complessa, 50 milioni che serviranno a estendere l’integrazione salariale per crisi aziendali, 30 milioni per coprire l’indennità  a favore dei lavoratori dipendenti di imprese che operano nella pesca marittima e 10 milioni per finanziare le misure di sostegno al reddito per i lavoratori dipendenti dalle imprese del settore dei call center. 

Infine sono 150 milioni per introdurre una indennità  a favore dei lavoratori dello spettacolo.

Lavoratori stranieri

Il Milleproroghe estende per l’anno 2023 la semplificazione delle procedure di rilascio dei nulla osta al lavoro per cittadini non comunitari. Il nuovo decreto flussi, poi, prevede che il prossimo anno potranno entrare in Italia 82.705 lavoratori stranieri.

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