Strasburgo condanna l’Italia e obbliga il risarcimento dei crediti a dipendenti e fornitori delle società pubbliche fallite

Sono una ventina le cause intentate dall’avvocato calabrese Francesco Verri contro la Provincia di Crotone, l’Azienda sanitaria provinciale e Soakro, la partecipata dai Comuni del Crotonese che gestiva il servizio idrico

Crotone – Ex dipendenti e fornitori di alcune importanti società pubbliche territoriali che operavano nel territorio di Crotone e che sono ormai fallite, potranno riavere tutti i loro soldi che ormai credevano perduti.

Lo ha stabilito la Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo che ha dato via libera ad una ventina di cause intentate dall’avvocato Francesco Verri contro lo Stato italiano per conto di fornitori ed ex dipendenti di società ed aziende pubbliche crotonesi, tra le quali l’Azienda sanitaria provinciale, la Provincia e Soakro, la società interamente partecipata dai Comuni del Crotonese che gestiva il servizio idrico prima di fallire lasciando all’asciutto centinaia di dipendenti e di fornitori.

In base ai ricorsi accolti finora dai giudici europei, i creditori potranno riavere 3 milioni di euro, ma la pioggia di denaro potrebbe essere solo all’inizio, dal momento che l’avvocato Verri ha presentato un centinaio di ricorsi per il recupero di decine di milioni di euro.
Nello specifico l’accordo intervenuto tra la Corte di Strasburgo e il governo italiano prevede che entro due mesi Palazzo Chigi faccia saldare ai creditori le somme dovute dall’Azienda sanitaria, dalla Provincia e da Soakro, mentre risarcirà direttamente agli stessi creditori i danni morali.

L’elemento sul quale ha fatto leva l’avvocato Verri, penalista crotonese specializzato anche nel diritto europeo, è quello del potere in capo alla Corte di Strasburgo di condannare gli Stati a pagare alle imprese e ai cittadini i crediti nei confronti della pubblica amministrazione.
Il motivo è che i ritardi violano un diritto fondamentale: la proprietà.

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