“Lavoratori oggi, pensionati domani”: FdI a confronto per trovare soluzioni a un sistema previdenziale inefficiente

Un convegno sui problemi del sistema pensionistico, sulla “Silver economy” e sulle prospettive di chi oggi lavora ma domani avrà diritto alla pensione

Genova – Salone di Rappresentanza con molte presenze e tanti temi sul tavolo. Una conferenza dove gli intervenuti sono stati molti, dai vertici di partito come l’onorevole Matteo Rosso, il Capogruppo in Consiglio regionale Stefano Balleari, l’assessore regionale al Lavoro Augusto Sartori, l’assessore Simona Ferro, il Capogruppo in Consiglio comunale Francesco de Benedicitis, Laura Gaggero consigliere comunale e il Coordinatore cittadino e moderatore dell’evento Antonio Oppicelli e Renato Penco, Coordinatore genova e città Metropolitana, ai rappresentanti dei pensionati come Alfredo Porega, coordinatore nazionale Pensionati d’Italia, Giancarlo Vinacci, Presidente di Vinacci Think Tank e Responsabile del Dipartimento Economia e Finanza di Fratelli d’Italia.

Non è mancata la presenza di UGL con Francesco Zolezzi e del mondo della finanza e del lavoro con Lorenzo Gazzaniga, Senior Partner di Azimut Capital management, Enrico Malavasi imprenditore che si occupa del Dipartimento imprese di FdI, Raul Pradetto Battel già manager del Porto di Voltri, e Danilo Temporini del Gruppo Joy, silver economy. Un contributo è arrivato anche dal mondo accademico con la presenza di Arnaldo Ferrari Nasi, sociologo, specializzato nel campo della Pubblica Opinione e giornalista.

Un parterre competente e articolato a cui sono andati i saluti di apertura dell’assessore Mario Mascia.
Augusto Sartori, assessore regionale al Lavoro ha sottolineato come: “La sventurata serie di interventi messi in campo dal governo Renzi nel 2015 con il Jobs Act e il Reddito di Cittadinanza, che nel 2021 è costato allo Stato ben 9 miliardi di euro sono state manovre che non hanno portato ad alcun risultato. Addirittura in Italia gli stipendi sono diminuiti negli ultimi 30 anni: sono più bassi del 12% rispetto al 2008. Pertanto si può e si deve agire per riformare in meglio il mercato del lavoro, coniugando stabilità e condizioni lavorative più dignitose in termini anche salariali. I lavoratori di oggi sono i pensionati di domani ma qualsiasi trentenne oggi è portato a vedere la pensione come un miraggio destinato a non essere mai raggiunto. È necessario, pertanto, un mutamento di rotta e di prospettiva. E sono convinto che il nuovo Governo, di concerto con gli enti locali, saprà offrire risposte concrete a queste necessità, ogni giorno sempre più impellenti”.
Simona Ferro, in una nota ha sottolineato che :” L’Italia paga l’assistenzialismo più sfrenato che è stato finanziato attraverso il debito pubblico: già la mia generazione porta sulle spalle gli effetti di quel periodo e quelle successive ancora di più.
I provvedimenti intrapresi negli ultimi dieci anni dai governi di sinistra, quelli che a parole dicono di difendere i più deboli, hanno portato ad un mercato del lavoro sempre più precario e con sempre meno garanzie. Le riforme apportate al sistema previdenziale non solo non hanno avuto effetti sulle finanze pubbliche ma hanno penalizzato i cittadini, soprattutto le classi medie”.

La Silver economy di Giancarlo Vinacci

Ma il lavoro e la società sono profondamente cambiati, come sono cambiati gli stili di vita e le abitudini di consumo, la mobilità, le necessità e i consumi. Cambia, con il mutamento anche delle famiglie, la richiesta di beni e servizi  che possono costituire un nuovo mercato. Nel merito l’intervento sulla di Giancarlo Vinacci “silver economy” tra gli ambiti che, in chiave prospettica, potrebbero rivelare le potenzialità maggiori automotive, turismo, food and bevarage e grande distribuzione; basti pensare a titolo esemplificativo ai cibi monoporzione, con specifiche nutrizionali adatte alle diverse età, oggi apprezzati soprattutto tra i laureati e poco considerati viceversa da chi ha titoli di studio meno elevati (4,4%).

Dall’analisi emerge con grande evidenza che la popolazione Silver italiana è individualmente consapevole e si sta preparando a questa grande transizione demografica e ai relativi cambiamenti nella produzione di beni e servizi, negli stili di vita, nei consumi e nelle nuove modalità di socialità, seguiti da un mercato (ma anche da associazioni e parti sociali) che a propria volta stanno capendo queste nuove esigenze e cominciano a offrire, ancora lentamente, una nuova gamma di prodotti e servizi su misura.

“…e mentre l’era della Silver Economy sembra avviata chi si mantiene un passo indietro è forse proprio la politica, «che considera ancora i Silver come un costo e non come una grande opportunità, non solo per l’economia ma anche per le amministrazioni centrali e locali”.

Un convegno importante ma nel ponente ligure FdI non sfonda

Un convegno da “Partito di Governo” si potrebbe dire, ma che in Liguria lamenta qualche scricchiolio e non riflette il successo di Giorgia Meloni. In Liguria iFdI invece di essere da traino al Centro Destra, si è fatto mettere all’angolo, come è successo a Savona, da una convergenza posticcia tra PD e Giovanni Toti. E probabilmente lo stesso scenario si ripeterà a Imperia, dove Claudio Scajola è dominatore indiscusso e ago della bilancia della politica locale.  Ne abbiamo parlato con il coordinatore cittadino e organizzatore dell’evento Antonio Oppicellli.
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