Nuova diga foranea, Bruzzone: “I cassoni sono una decisione calata dall’alto senza condivisione”

“I cassoni saranno un impegno enorme per il territorio in termini di ambiente e salute”

Genova – Ieri il consiglio municipale a Voltri, al quale ha partecipato anche il Sindaco Marco Bucci. Il tema della seduta erano i cassoni per la costruzione della nuova diga foranea che verranno allestiti sul sesto modulo della piattaforma portuale di Pra’.
Oggi le interrogazioni a risposta immediata in Sala rossa.
Abbiamo chiesto a Rita Bruzzone, consigliera comunale Pd, un parere sull’incontro di ieri e un giudizio sulle risposte dell’Assessore con delega al Porto, Francesco Maresca.

Una servitù calata dall’alto

“Come al solito ci siamo ritrovati, a ponente, con una servitù imposta, senza condivisione col territorio, a partire dal municipio, ai comitati e ai cittadini.  Le persone si sono raccolte fuori dal municipio perché in realtà sono stata ammessi in pochissimi in sala, hanno protestato, hanno cercato di parlare sia col Sindaco che col presidente Barbazza, ma questo non è avvenuto.

Noi abbiamo chiesto una sede alternativa ma soprattutto abbiamo rivendicato quello che veniva enunciato e che è  scritto a pagina 21 del report del dibattito che è stato fatto su tutto il territorio genovese e su tutti i municipi a proposito della costruzione della diga. I siti che venivano indicati in quel dibattito non erano assolutamente sul sesto modulo. Scopriamo, quasi casualmente invece, che la costruzione del cantiere per i cassoni sarà sul sesto modulo della piattaforma portuale di Pra'”.

Saranno 39 cassoni

“I cassoni saranno 39, siamo già stati, in un certo senso, graziati perché il numero doveva essere maggiore. Una parte saranno costruiti a Piombino, un’altra parte a Vado ma comunque 39 cassoni posti di fronte, sostanzialmente a Pegli Lido, sarà come costruire un palazzo enorme con tutto quello che comporta, sia per l’ambiente che per la salute.
Per quanto riguarda il trasporto su gomma noi siamo una delegazione che vive già in maniera pesante il traffico dei tir che attraversano quella porzione di città”.

Le opere di compensazione

“Si parla solo di quelle che saranno le opere di compensazione per questo cantiere. Noi non vogliamo nessuna opera di compensazione diversa da quella che già ci è dovuta come territorio per la costruzione di quella piattaforma portuale. Non si mette in discussione nessun tipo di compensazione su nuove opere, noi vogliamo le compensazioni dovute per i lavori fatti nel passato e per l’impatto che ha avuto quella piattaforma attuali sul nostro municipio, non siamo assolutamente disposti né a contrattare come lui ha definito laghetti e passeggiate, perché noi non vogliamo che il porto venga allungato oltre il sesto modulo così come definito dagli accordi del V 5 bis, in cui si definivano i confini dal sesto modulo non oltre Rio San Giuliano dalla piattaforma portuale”.

fp

CONDIVIDI
Fabio Palli

Spirito libero con un pessimo carattere. Fotoreporter in teatro operativo, ho lavorato nella ex Jugoslavia, in Libano e nella Striscia di Gaza. Mi occupo di inchieste sulle mafie e di geopolitica.