Rigopiano, cinque anni dopo: in aula le difese, il 17 febbraio attesa la sentenza

Sono 30 gli imputati per la tragedia dell’albergo travolto da una valanga il 18 gennaio 2017

Pescara – Ultimi giorni dedicati alle arringhe difensive degli avvocati degli imputati del processo su Rigopiano, l’albergo travolto da una valanga il 18 gennaio 2017 a Farindola (Pescara) che fece 29 vittime.

Il procedimento giudiziario davanti al gup del Tribunale di Pescara, Gianluca Sarandrea, conta 30 imputati – 29 persone e una società – appartenenti a varie istituzioni come Regione, Provincia, Comune di Farindola e Prefettura, che saranno giudicati con il rito abbreviato.

Sono 141 gli anni di reclusione chiesti dalla pubblica accusa per gli imputati, accusati a vario titolo di reati che vanno dal disastro colposo all’omicidio e alle lesioni colpose.

Il primo a prendere la parola è stato l’avvocato dell’ex vice prefetto Salvatore Angieri, per il quale la Procura nelle udienze precedenti ha chiesto l’assoluzione.

A seguire in aula è intervenuto l’avvocato Marco Spagnuolo, che difende Antonio Di Marco, presidente della Provincia di Pescara, e l’ex dirigente dell’ente, Paolo D’Incecco, per i quali la pubblica accusa ha chiesto rispettivamente 6 e 10 anni di reclusione.

Davanti al giudice, Spagnuolo ha fatto riferimento al “pregiudizio del senno del poi” sottolineando che “la valutazione giuridica e la possibilità di valutare correttamente le cause dell’evento vanno esaminate ponendosi in una posizione ex ante”, ha detto il legale facendo presente che alla Provincia di Pescara, ai tempi, era impossibile fronteggiare l’emergenza perché svilita e dismessa dalla legge Delrio.
Di Marco, ha detto ancora Spagnuolo, era organo politico a capo della Provincia non dotato di poteri di amministrazione attiva, mentre il dirigente Dincecco, responsabile del servizio viabilità, “ha fatto tutto ciò che era nella possibilità di fare”.

Spagnuolo ha anche puntato il dito su uno specifico disciplinare che avrebbero dovuto rispettare i responsabili dell’Hotel, secondo il quale, in caso di terremoto, e viste le scosse della mattina di quel 18 gennaio, gli ospiti avrebbero dovuto essere accompagnati nel piazzale per rientrare solo dopo le verifiche statiche della struttura, cosa che non è avvenuta.

La sentenza è attesa per il 17 febbraio.

Nel video le ultime immagini aeree effettuate con il drone dei Vigili del Fuoco

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