Colpi di coda… e con lo scivolo scivolano via 130mila euro

 

E’ uscita dalla giunta sbattendo la porta, poi ha ringraziato tutti per la probante, impegnativa e formativa esperienza. Infine è rientrata dalla finestra, direttamente in sala rossa. Come un fantasma che aleggia. Esibendosi magistralmente in un colpo di coda, la mossa studiata con cura dai politici rosiconi. Facendoci scoprire che lo scivolo passato alla storia per la discesa frenata, arrancante, del governatore Giovanni Toti e del sindaco Marco Bucci, faticosamente giunti in fondo, all’imbocco di via Venti Settembre, scivolava, anche a parecchi giorni di distanza. Altroché’ se scivolava. Più che una scivolata uno scivolone. Uno scivolone da 130 mila euro per le asfittiche casse del comune di Genova. 

Lo ha reso noto proprio la Serafini rispondendo per iscritto a una richiesta di chiarimenti del portavoce del Movimento 5 Stelle a Tursi, Stefano Giordano. Con tanto di evidenti ed ovvie considerazioni dello stesso Giordano “Abbiamo chiesto ed ottenuto la risposta scritta dall ex ‘Assessore Serafini.  ed abbiamo scoperto che ci è costato… più di 130.000 euro pagati dal Comune di Genova tra forniture elettriche e idriche, manodopera, transenne, polizia municipale, pagati anche dalle varie partecipate comunali quali Amiu, Aster e AMT

Ora, l’evento Costa avrebbe potuto essere completamente finanziato da Costa e quei soldi spesi per tutti i cittadini, come si richiederebbe ad una pubblica amministrazione seria e che non punti tutta la sua attività su azioni di pura propaganda in stile panem et circenses. Allora la provocazione è: sindaco Bucci perché non chiedere a Costa un investimento sull’abbattimento barriere architettoniche chiedendo loro di installare qualche scivolo per l’accesso ai marciapiedi delle sedie a rotelle, oltre allo scivolo d’acqua? Mi sembrerebbe uno scambio di favori equo non trova?

Parlare di risparmio in un Comune che ha 1 miliardo e 200 milioni di debito è sempre difficile soprattutto quando ci si trova ad affrontare i problemi dei più deboli: le risorse economiche mancano e si creano situazioni di disagio sociale molto importanti. Per esempio, avete mai pensato di essere un disabile e di attraversare la città? Non è solo una corsa ad ostacoli, è un vero e proprio campionato mondiale di sopravvivenza! I soldi non ci sono, dicono, nonostante che il comune aderisca al Piano di Abbattimento delle Barriere Architettoniche (PEBA). Se vogliamo parlare del taglio delle erbacce che ogni anno infestano la città, ci si trova ad affrontarlo con emergenza e nonostante l’operato di aziende come Amiu, si è costretti a ricorrere al subappalto ad una azienda esterna, alla modica cifra di 200.000 Euro con i deludenti risultati che viviamo quotidianamente. In questa città, che affaticata vive il degrado dell’abbandono, può la luce arrivare solo con un evento come quello di Costa Crociere, a spese dei cittadini?”. Tutto giusto, conti economici alla mano. Tanto più che avevano strombazzato che tutte le spese per l’evento propagandistico della Costa sarebbero state interamente coperte proprio dalla Costa.
Ai genovesi sarebbe rimasto solo il divertimento e qualche disagio per l’arteria principale chiusa al traffico e per i posteggi in zona cancellati. Oltre che per le deviazioni delle linee Amt.

Rimane una considerazione da fare sulla tempistica tempestiva della risposta, con tanto di enigmatico giallo proprio sulla tempestività nella risposta dell’ex assessore Serafini. In casi simili i ragguagli tardano per parecchie settimane se non per qualche mese. Sarebbe bastato un laconico “gli uffici stanno predisponendo i conti”. E forse sarebbe stato più opportuno, per non scatenare i soliti malpensanti, lasciare la gatta da pelare al suo successore. Tanto  più che l’assessore è uscente e ha spiegato che si impegnerà nel suo progetto per la sua sorta di scuola per addetti alle pubbliche amministrazione. Probabile comunque che nel lasciare l’ufficio abbia voluto dare ennesima dimostrazione di efficienza sbarazzandosi delle carte ed eliminando i sospesi. Forse anche i conti in sospeso.

Paolo De Totero