La mobilità a Genova. Intervista a Stefano Balleari

Genova – Rumore, gas serra, spazi comuni occupati dal parcheggio selvaggio a discapito dei pedoni, collegamenti insufficienti tra centro e periferie. Muoversi in città è sempre più difficile e non è un gioco di parole se diciamo che, al giorno d’oggi, la mobilità è insostenibile.
Non solo a Genova, è vero, tuttavia è qui da noi che si è verificato il big one, l’evento che ha messo a nudo tutte le fragilità e i problemi strutturali del trasporto nella nostra città.
È il crollo di ponte Morandi, che ha letteralmente tagliato in due una comunità, l’ha paralizzata e colorata del colore pallido dell’incertezza.

Oggi, dopo il decreto di assegnazione dei lavori per il nuovo viadotto e al netto delle polemiche, incontriamo Stefano Balleari, Vicesindaco e Assessore alla Mobilità e Tpl, per capire quali passi stia mettendo in campo l’amministrazione per incidere sui problemi della mobilità e favorire quella coesione territoriale e sociale che, fino ad ora, i servizi di trasporto pubblico non sono riusciti a garantire.

Il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile,  PUMS 
Poiché, per lo sviluppo di un servizio di trasporto pubblico efficiente, sarà di fondamentale importanza la scelta dei mezzi che il Comune deciderà di impiegare per coprire le cosiddette linee di forza, cioè le direttrici di Levante, Val Bisagno, Centro e Ponente, in parole povere le vecchie linee principali come il 20 e l’1, abbiamo cominciato la nostra intervista proprio da qui.
Non abbiamo ancora identificato esattamente come verranno realizzate e soprattutto con quale tipo di tecnologia – ci risponde Balleari -. È ovvio che dovrà essere una tecnologia sostenibile, che dia certezza dei tempi di percorrenza, con transito protetto (significa, ad esempio una corsia dedicata protetta dai cordoli, N.d.A.), veloce e puntuale. Per questo si prevederà una preferenziazione semaforica. La scelta è fra tram o filobus ma non è escluso che si possano prevedere entrambi. Personalmente, sarei favorevole a una linea tranviaria per la Val Bisagno mentre, per quanto riguarda l’asse del Levante, una linea filoviaria. Le scelte non sono state ancora fatte e, anzi, andremo a confrontarci con i cittadini in un percorso di partecipazione come previsto dal PUMS “.  

Quindi i 650milioni di euro chiesti al Governo a cosa serviranno?
“Serviranno per delineare questi assi di forza: la linea Prato-Brignole, quella Corso De Stefanis-Brignole che proseguirà fino alla Fiera del Mare, e poi le linee del Centro cittadino e del Ponente. Tutto questo per offrire una mobilità che faccia in modo, come nelle città più avanzate, che ci si muova col mezzo pubblico e si lasci a casa l’auto “.

Tram, filobus, mezzi a batteria. Un progetto ambizioso ma quali sono i costi di esercizio?
“Sicuramente i costi per il tram sono inferiori a quelli dei normali mezzi a combustione interna. Il costo grosso dei tram è l’impianto stesso, la posa dei binari, che è anche molto impattante sulle sottoutenze. In generale, il comparto dei mezzi completamente elettrici è in via di sviluppo, le prestazioni stanno aumentando e saranno loro il futuro. Ad oggi diciamo che un mezzo elettrico da 10 metri ha una portata di persone inferiore a un mezzo di quelli termici normali, un’autonomia ridotta, e un costo quasi doppio.
Ci sono aziende, in Cina, che stanno mettendo in campo produzioni importanti di mezzi elettrici e sarebbe opportuno che anche le aziende europee si muovessero in tal senso perché è chiaro che un aumento del numero dei mezzi prodotti farebbe diminuire il prezzo d’acquisto”.

Si è sentito tanto parlare di Tpl gratuito, cosa c’è di vero?
“Sarebbe una gran cosa se fosse sostenibile sul piano economico. Al momento, i denari che vengono dati dalle Regioni ai Comuni e dallo Stato alle Regioni, sono commisurati alla bigliettazione effettuata. Una volta sparita la bilgiettazione, diventerebbe difficile capire quali cifre potrebbero arrivare ai singoli comuni. Poi c’è il problema di chi non usa i mezzi pubblici ma si troverebbe comunque a dover contribuire. È un progetto affascinante, sul quale non è stata ancora messa la parola fine, e che al momento è allo studio del CIELI, il Centro Italiano di Eccellenza sulla Logistica i Trasporti e le Infrastrutture”.

Un percorso complicato visto che, mediamente, il 30% dei costi del trasporto pubblico viene coperto dalla vendita dei biglietti.

A proposito di biglietti, qualche numero della lotta all’evasione
“Proprio ieri, in uno dei controlli che si fanno settimanalmente, abbiamo avuto dei dati di evasione superiori alla media. Si sa che in determinate linee e fasce orarie l’evasione è più alta, ma ieri i dati della verifica in centro città sfioravano una percentuale del 14% quando, prima di Natale, si attestavano intorno al 6%. Piuttosto elevata devo dire. Mi importa ricordare, però, che abbiamo dato una sterzata notevole con i controlli e che, col fatto di aver inserito la denuncia penale per gli evasori seriali, abbiamo trovato un buon deterrente”.

A che punto siamo con la fusione tra AMT e ATP, considerando che il 49% di ATP Slc, che vale 750.000 €, è ancora in mano ai privati?
“La parte tra AMT e Atp S.p.A. è conclusa. Per la parte Atp Esercizio (quella che rappresenta il personale viaggiante, N.d.A.), non abbiamo la soluzione in tasca ma sono stati avviati dei contatti con Autoguidovie, cioè il privato. Noi abbiamo sempre dichiarato e dimostrato con i fatti che vogliamo rendere il trasporto pubblico assolutamente pubblico, eccetto naturalmente quella quota del 10% che per legge deve restare privata”.

La fusione tra le due aziende, infatti, rappresenta un passo fondamentale per la creazione di un soggetto industriale, a capitale pubblico, in grado di ottenere un affidamento diretto, secondo il modello dell’in-house, per gestire il servizio su base metropolitana.
Sulla questione di Autoguodive, il privato che detiene il 49% di Atp Esercizio e impedisce di fatto il completamento di questa fusione, pende anche una sentenza dell’ANAC, l’Autorità nazionale anticorruzione, che ne certifica un’operazione d’acquisto non trasparente.
Durante la precedente amministrazione, infatti, Autoguidovie è entrata in Atp con affidamento diretto, senza partecipare a un bando di gara.

“Stiamo cercando di bypassare questo problema facendo una trattativa con il privato”.
Un dialogo ancora in corso, dunque, quello con Atp Esercizio, che frena il suo futuro in-house.

Una volta integrata anche Atp Esercizio, sarà possibile incorporare Genova Parcheggi nel nuovo soggetto industriale?
“Questo è sicuramente uno dei programmi che avevamo annunciato fin da subito. I parcheggi riguardano la mobilità e il sistema diventerebbe a circuito chiuso tra mezzi pubblici e auto private. Sicuramente ci sarebbe una riduzione dei costi. Proprio sui costi dei parcheggi vorrei far notare che gli scenari tragici di default della società prospettati dall’opposizione quando abbiamo messo in campo la riduzione del 46% per la prima ora di sosta, non si sono verificati e Genova Parcheggi chiuderà il 2018 in sostanziale pareggio. Per il futuro prossimo abbiamo in progetto l’introduzione della frazione oraria“.

Quali scenari futuri per la metropolitana?
“Ai primi del 2018 il MIT – Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – ha accolto una richiesta finanziamento di 152.800.000 euro per il prolungamento della metropolitana genovese sulle tratte Brin-Canepari e Brignole-Martinez. È nostra intenzione, quest’anno, presentare domanda di ulteriore finanziamento per i prolungamenti fino a Pallavicini e Terralba, più la stazione di Corvetto.
Quanto ai tempi, per le prime tratte di prolungamento abbiamo chiesto ad ANAC se si potessero affidare i lavori direttamente al nostro ex concessionario, cioè Ansaldo, ma la risposta è stata negativa così abbiamo indetto una gara d’appalto e in questi giorni stiamo aprendo le buste.
Tuttavia, poiché la metro, tanto vituperata dai genovesi, è stata fondamentale nella mobilità post Morandi perché era l’unico collegamento di trasporto pubblico tra la Valpolcevera e Genova, abbiamo inviato una lettera, a firma del Commissario Bucci, al Presidente dell’ANAC Raffaele Cantone, per chiedere se si potesse derogare e fare un affidamento diretto per il solo prolungamento in Valpolcevera. Ci è stato risposto che si potrebbe fare velocemente, facendo ad alcune aziende un invito a partecipare. Insomma, entro l’estate potremmo aprire il cantiere di prolungamento della metropolitana per la Valpolcevera“.

Il “Lotto 10”: a quando l’apertura delle altre due rampe per il casello di Genova-Aeroporto?
“Durante questo fine settimana si procederà con l’abbattimento della rampa nord ed entro marzo sarà completata la nuova rampa che consentirà l’accesso dalla Guido Rossa con due corsie per senso di marcia. Sarà un risultato particolarmente importante e servirà a cristallizzare un buon flusso veicolare e a togliere il traffico dai quartieri di Cornigliano e Sestri. Ritengo che entro marzo potremmo dare una risposta importante alla città“.

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